A seguito della sentenza di Cassazione del 2012 la diseredazione diretta è da ritenersi lecita senza la necessità di dover attribuire tutti i propri beni ad un soggetto diverso da quello che si intende diseredare, essendo sufficiente che la scheda testamentaria contenga la regolamentazione dei propri rapporti.

Nel nostro ordinamento vige il principio fondamentale dell’autonomia testamentaria secondo cui ciascuno è libero di disporre per testamento decidendo liberamente gli eredi e le quote da attribuire.

Va chiarito, tuttavia, che la libertà testamentaria deve fare i conti con la necessaria tutela dei familiari stretti del testatore, i cosiddetti legittimari.

Ai legittimari, proprio perché facenti parte delle categorie di familiari tutelati dalle norme in materia di successione ereditaria, è riservata una determinata quota di eredità che viene indicata nel codice civile, come quota di legittima e che spetta loro, anche nel caso in cui la persona deceduta abbia lasciato un testamento in cui questa quota non sia stata rispettata.

Ma allora è possibile o no diseredare un figlio?

Allo stato attuale, alla domanda se sia possibile diseredare un figlio o comunque un legittimario, bisogna dare una risposta negativa, in quanto l’intero apparato del diritto successorio è volto alla tutela dei diritti dei legittimari, come l’art. 549 c.c. (l’apposizione di pesi alla quota dei legittimari) e l’art. 457 c.c. che stabilisce che le disposizioni testamentarie non possono pregiudicare i diritti che la legge riserva ai legittimari.

La diseredazione dei legittimari, però, è inapplicabile per la sola parte di successione necessaria riservata per legge, ferma restando la possibilità di escludere un legittimario dalla propria successione per tutto ciò che eccede la quota di legittima.

Questo implica che sarebbe sempre utile sapere cos’è la diseredazione e quali sono i soggetti per i quali, come i figli, potrebbe essere lesivo dei loro diritti prevedere una diseredazione nel testamento, che comunque, rimarrebbe valido, salvo impugnazione da parte di chi ritiene di essere stato leso.

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Che cos’è la diseredazione?

Diseredare significa escludere espressamente una persona all’interno del testamento, per evitare che egli possa rientrare nella successione. In questo modo la persona diseredata non può ricevere alcun bene ereditario. La diseredazione si effettua con una dichiarazione espressa nel testamento in cui si dichiara di diseredare un soggetto e in questo modo di escluderlo dalla propria successione.

Quando si tratta di un figlio, come ho spiegato sopra, diseredarlo significa escludere espressamente dalla propria successione uno dei soggetti legittimari al quale deve spettare la quota necessaria prevista per legge.

Chi sono i legittimari?

I legittimari sono le persone appartenenti allo stretto nucleo familiare della persona deceduta e sono il coniuge e i figli. Nel caso in cui il defunto non abbia figli o discendenti in linea retta, al momento dell’apertura della sua successione, sono legittimari i suoi ascendenti. Se i discendenti dei figli, ossia nipoti e pronipoti, sono chiamati alla successione in luogo di questi, la legge riserva a loro gli stessi diritti che sono riservati ai figli. Per fare un esempio pratico, se il figlio muore prima di suo padre o sua madre ma aveva a sua volta dei figli, questi subentrano nella successione per rappresentazione, ossia, prendono il posto del proprio genitore premorto nella successione dei suoi nonni.

Come si calcola la quota di legittima prevista per legge?

La quota di legittima è stabilita dal codice civile in base a diversi criteri e se non viene rispettata consente al legittimario di impugnare il testamento per far annullare le previsioni lesive della sua quota di legittima.

Per stabilire la quota di legittima è necessario accertare se alla morte del testatore succedono solo il coniuge o solo i figli oppure entrambi.

In particolare, se il defunto lascia un figlio e il coniuge, al figlio spetta la quota di un terzo del patrimonio ereditario. Se invece i figli superstiti sono più di uno, ad essi è riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli viene effettuata in parti uguali.

Quando invece il defunto lascia solo un figlio a questi è riservata la metà del patrimonio; in caso di due o più figli la legge riserva per loro la quota dei due terzi del patrimonio ereditario, da dividere in parti uguali tra tutti i figli.

Cosa fare se alla lettura del testamento si scopre di essere stati diseredati?

Se non si è intenzionati a rispettare la decisione del genitore deceduto che ha disposto per la diseredazione, bisogna rivolgersi ad uno Studio Legale che si occupi di diritto successorio così da poter impugnare il testamento e chiedere la riduzione delle quote degli altri eredi con l’attribuzione in proprio favore della quota di patrimonio ereditario corrispondente alla quota di legittima.

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